Organizzare lezioni di cucina per stranieri

By: Stefania Marinoni On: Aprile 08, 2019 In: Varie ed eventuali Comments: 1

Organizzare lezioni di cucina per turisti stranieri è un ottimo modo per ampliare la propria offerta in hotel, presso una casa vacanze o, perché no, in un ristorante.

Come sapete la cucina italiana è apprezzata in tutto il mondo per la sua semplicità. Ma per ottenere tutto il sapore che la caratterizza bisogna acquisire quei piccoli trucchi della tradizione che spesso gli stranieri ignorano.

La richiesta di corsi di cucina da parte di stranieri è in crescita e secondo Repubblica solo nel 2013 quasi 800.000 stranieri hanno frequentando 18.000 corsi di cucina per più di 134 milioni di fatturato.

Per chi ha dimestichezza con la cucina non è difficile insegnare i piatti italiani classici, che oltre a essere semplici sono i più richiesti. Attenzione però: niente deve essere lasciato all’improvvisazione. Chi è cuoco professionista e ha a disposizione una cucina in un locale autorizzato non riscontra particolari problemi.

LEZIONI DI CUCINA A DOMICILIO

Per chi vuole organizzare lezioni di cucina a domicilio, ad esempio presso una casa vacanze, è necessario informarsi sugli adempimenti di legge:

• Innanzitutto bisogna essere in possesso dell’HACCP

• Spesso vengono richiesti altri documenti, per i quali è bene informarsi presso la propria ASL o Camera di Commercio.

• Può essere utile anche stipulare un’assicurazione che copra gli eventuali danni a cose o persone. In cucina si sa gli incidenti sono sempre dietro l’angolo.

• Prima di accettare un incarico è fondamentale fare un sopralluogo del locale in cui si svolgerà la lezione. C’è abbastanza spazio per tutti? Il piano di lavoro è ampio? Quanti fornelli ci sono? E come siamo messi a utensili?

Chiariti gli aspetti burocratici, vediamo alcuni consigli pratici per organizzare una lezione di cucina italiana.

DESCRIVERE GLI INGREDIENTI

I prodotti italiani si trovano ormai in tutto il mondo ma la qualità (e il rapporto qualità-prezzo!) non è sempre all’altezza dei nostri standard. Nei supermercati stranieri si trovano moltissime marche pseudo italiane che spacciano per tradizionali alimenti che noi farebbero accapponare la pelle.

Per prima cosa dunque è bene insegnare agli stranieri come riconoscere un vero prodotto italiano di qualità. Per fare un esempio, probabilmente ricorderete la battaglia di alcuni anni fa contro l’Unione Europea che voleva equiparare il Parmesan al nostro Parmigiano Reggiano.

Il consiglio è quello di iniziare la lezione descrivendo tutti gli ingredienti che si andranno a utilizzare e dando alcune informazioni per aiutare gli allievi a reperire un prodotto il più possibile simile una volta tornati a casa.

CALCOLARE I TEMPI

Quando organizzate la lezione, calcolate i tempi necessari per la preparazione degli alimenti, le spiegazioni, l’eventuale lievitazione, la cottura ecc.

Uno dei piatti più richiesti dagli stranieri è sicuramente la pizza. Mostrare la preparazione con il lievito madre è chiaramente sconsigliato a meno di non organizzare un corso strutturato su più giorni, ma sapete che anche lievito di birra richiede un periodo di riposo. Potete sfruttare quel tempo per proporre un’altra ricetta più breve oppure iniziare subito con l’impasto e rimandare le spiegazioni al tempo morto della lievitazione.

Ricordatevi sempre di impostare un timer per ogni operazione che dovete svolgere: quando si parla il tempo vola  e può capitare di dimenticarsi di accendere per tempo il forno!

CENA E DEGUSTAZIONE

La lezione di cucina dovrebbe concludersi giusto in tempo per il pranzo o la cena. Potete lasciare gli allievi a gustarsi quello che hanno preparato da soli, oppure approfittatene per unirvi a loro e offrire dei consigli sugli abbinamenti con altri cibi e soprattutto con le bevande, magari coinvolgendo anche un sommelier.

Il momento della cena è anche il più adatto per raccogliere i pareri degli allievi sulla lezione e sul risultato finale. Vi saranno sicuramente utili per qualche piccolo aggiustamento futuro.

BAMBINI Sì O NO

Se i vostri ospiti hanno dei bambini, potete coinvolgerli nella lezione di cucina o organizzarne una appositamente per loro.

A questo proposito, è utile conoscere le diverse abitudini che sussistono tra l’Italia e alcuni paesi del Nord Europa, in particolare l’Inghilterra. Se andate in un ristorante inglese noterete che i bambini sono praticamente assenti, così come sono assenti i piatti pensati per i più piccoli.

Quando i genitori vogliono uscire a cena, di solito i bambini mangiano prima e vengono affidati a una baby sitter o a un parente. Diversi stranieri con cui ho parlato mi hanno detto di essere piacevolmente sorpresi dal fatto che in Italia sia normale coinvolgere i bambini nelle cene speciali e che nei ristoranti siano spesso presenti seggioloni, porzioni ridotte o aree gioco.

Per questo può essere interessante proporre di coinvolgere i bambini nella preparazione e nella cena, spiegando che in Italia i bambini sono sempre coinvolti nei pranzi importanti e ricordando che i più piccoli si divertono sempre a guarnire la pizza prima di infornarla o preparare gli stampi per i biscotti.

A questo proposito potete organizzare lezioni pensate appositamente per i bambini: è un ottimo modo per avvicinare anche i più piccoli alla cucina italiana.

COMUNICARE IN INGLESE

Naturalmente le lezioni di cucina vanno pubblicizzate, si devono raccogliere le adesioni, ascoltare le esigenze dei partecipanti, prendere nota di eventuali regimi alimentari speciali eccetera.

E arrivato il giorno della lezione bisogna illustrare tutti i passaggi, descrivere gli ingredienti… Insomma, la padronanza dell’inglese è indispensabile quanto la dimestichezza ai fornelli!

Su Internet si trovano moltissimi video di cucina in inglese da cui apprendere i termini specifici e ci sono anche manuali pensati appositamente per chi vuole apprendere il lessico culinario inglese.

Ma questi strumenti sono utili solo se partite già da una base solida. Se non sapete sostenere una conversazione in inglese è inutile cercare di imparare a memoria i nomi degli alimenti. Molto meglio affidarsi a un professionista abituato a comunicare in inglese e a tradurre le informazioni dall’italiano e viceversa.

In questo modo non dovrete preoccuparvi di imparare a memoria l’espressione giusta e potrete dedicarmi esclusivamente alla spiegazione e alla preparazione dei piatti. Illustrete tutti i passaggi in italiano e interprete di tradurrà per voi in inglese, riportandovi anche le eventuali domande dei partecipanti.

Se vi affidate a un interprete professionista, la comunicazione con gli allievi stranieri risulterà molto più facile e soddisfacente per entrambe le parti!

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