Consigli per spedire il vino all’estero

By: Stefania Marinoni On: Aprile 01, 2019 In: Varie ed eventuali Comments: 0

Spedire vino e altri alcolici all’estero non è un’operazione facile, soprattutto per piccoli produttori e commercianti.

I costi sono alti, il rischio di rottura non va sottovalutato e verso alcuni Paesi c’è da affrontare una complessa burocrazia. Inoltre, alcuni corrieri si rifiutano di prendere in carico pacchi contenenti vino per la doppia complicazione data dalla presenza del vetro e dell’alcol, la cui esportazione è regolata da criteri che variano persino all’interno della stessa Unione Europea.

Il consiglio è quello di affidarsi a ditte specializzate che offrono tutto il supporto per la spedizione internazionale di alcolici. Negli ultimi tempi ne sono nate moltissime, ma il consiglio è di orientarsi su quelle presenti sul mercato da più tempo per avere una maggiore garanzia di affidabilità.

Se volete spedire il vino all’estero, ecco che qualche indicazione utile:

IMBALLAGGIO

È fondamentale scegliere un imballaggio leggere e resistente che protegga le bottiglie dalla rottura, per cui è bene che non siano a contatto tra loro e che l’eventuale fuoriuscita di liquido non sporchi le altre merci.  Le casse di legno che si usano tradizionalmente per il trasporto del vino sono da evitare perché sono molto pesanti e rischiano di far lievitare i costi di spedizione, spesso già importanti.

Meglio ricorrere a imballaggi creati appositamente, le cosiddette “cantinette”. Di solito ospitano fino a sei bottiglie e sono realizzate in cartone, polistirolo o composti biodegradabili. Hanno un costo contenuto, un peso limitato e garantiscono un’ottima protezione contro gli urti. I corrieri specializzati spesso le forniscono direttamente o si offrono di ritirare le bottiglie e imballarle per voi. In ogni caso è sempre bene informarsi in anticipo sulle condizioni.

DOCUMENTI

In Europa

Se si vogliono spedire alcolici nei Paesi dell’Unione bisogna verificare in anticipo che le etichette sulle bottiglie siano conformi alla normativa UE. È un’informazione che si può ottenere dal produttore o che potete richiedere a un consulente nel caso siate voi a imbottigliare. Anche l’imballaggio deve essere conforme, ma se acquistate le cantinette di cui vi parlavo prima non ci dovrebbero essere problemi. Come sempre indispensabile alla lettera di vettura e, verso alcuni paesi UE, altra documentazione come certificato di origine e certificato di analisi. In caso di superalcolici o spumanti ci sono talvolta maggiori restrizioni e più documenti da fornire, un corriere specializzato saprà sicuramente indicarvi quali.

Nel resto del mondo

La questione si fa più complicata nel caso vogliate spedire al di fuori dell’Unione Europea. Ad esempio, negli Stati Uniti l’esportatore deve registrarsi presso la Food and Drugs Administration e compilare una notifica di importazione. Bisogna inoltre ricordare che ci sono limitazioni alle quantità esportabili e che le imposte doganali possono rivelarsi molto alte.

Infine, ci sono Paesi che hanno norme molto severe sull’importazione di alcolici, ad esempio gli Stati musulmani più conservatori o quelli che attuano politiche protezionistiche sui prodotti alimentari.

Se un cliente straniero che vi chiede di spedire del vino nel suo Paese, magari dopo aver assistito una vostra degustazione o visitato i vostri locali, prima di accettare l’ordine è bene chiedere un preventivo a una o più ditte di spedizione per non sottostimare i costi ed essere sicuri di poter soddisfare la richiesta. Il consiglio vale in particolare per i clienti che risiedono in paesi al di fuori dell’Unione Europea.

ACQUISTO PRESSO I VOSTRI LOCALI

Se il cliente decide di acquistare di persona presso la vostra azienda e poi farsi carico da solo della spedizione nel suo Paese è bene avvisarlo sempre dei possibili costi e delle limitazioni: ve ne sarà sicuramente grato. Se lo ritenete opportuno, potete anche metterlo in contatto con il vostro corriere di fiducia.

In caso di cittadini comunitari che acquistano una modica quantità di vino per uso privato e decidono di portarsi a casa le bottiglie in auto non ci dovrebbero essere difficoltà. Unico accorgimento riguarda l’attraversamento del confine svizzero per tornare nel proprio paese: essendo un territorio extra Ue le norme sono diverse ed è bene controllare le condizioni sul sito dell’amministrazione federale delle dogane della Svizzera.

Se i vostri clienti viaggiano in aereo, possono informarsi presso la compagnia aerea su cui voleranno. Spesso è possibile imbarcare fino a 6 bottiglie di vino in stiva, mentre per il bagaglio a mano restano valide le limitazioni che si applicano ai liquidi.

In conclusione, spedire vino all’estero è complicato ma non impossibile e informandosi per tempo e affidandosi a una ditta di spedizioni competente le difficoltà sono superabili.

GUIDE ALLA SPEDIZIONE DEL VINO

Prima di lasciarmi voglio consigliarvi due ottime guide sull’argomento.

La prima, Vendere Vino e bevande alcoliche in Italia e all’estero – Aspetti legali, fiscali e doganali, è utile perché contiene tutti i riferimenti di legge. È stata redatta dalla Camera di Commercio di Torino, e pur essendo sintetica contiene tutte le informazioni essenziali. Ha il difetto di essere del 2011, ma è comunque un buon punto di partenza.

La seconda, Guida Export Vino 2017, è stata pubblicata da ICE, l’Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane. Il testo è composto da oltre 260 pagine e prende in esame più di settanta Paesi di tutto il mondo. Per ognuno specifica non solo la normativa vigente per l’importazione di alcolici ma anche le opportunità di mercato, rivelandosi preziosa per chi volesse espandere il proprio canale di vendita.

Ma come attirare i clienti stranieri? Se abitate in luoghi turistici potete proporre delle degustazioni.

In questo articolo trovate alcuni consigli su come organizzare degustazioni rivolte ai turisti stranieri.

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