Come fare una degustazione di vino per turisti stranieri

By: Stefania Marinoni On: Febbraio 21, 2019 In: Blog Comments: 0

Volete organizzare una degustazione di vino per i turisti stranieri che vengono in vacanza nella vostra zona in estate ma non sapete come fare? Eccovi alcuni consigli!

In tutto il mondo la Toscana è sinonimo di arte rinascimentale e paesaggi collinari, ma anche di buon cibo e buon vino. Per questo molti turisti che vengono in vacanza in Toscana partecipano volentieri a degustazioni enogastronomiche organizzate da ristoranti, enoteche, enti turistici e strutture ricettive. Di tutti i prodotti tipici, il vino è sicuramente quello che riscuote maggior successo.

Se volete organizzare una degustazione per turisti stranieri avrete bisogno di una persona esperta di vini (possibilmente un sommelier) e di qualcuno che conosca bene la lingua dei vostri ospiti e il lessico enologico (possibilmente un interprete).

Se vi intende a sufficienza di vino e ve la cavate davvero bene con le lingue straniere, nulla vieta di organizzare tutto da soli. Tenete presente che dovrete essere in grado di interagire in modo fluido con i vostri ospiti e rispondere con sicurezza a tutte le loro domande.

Per organizzare una degustazione di vino davvero soddisfacente è bene tenere conto di alcuni accorgimenti.

SPIEGAZIONI BREVI E COINVOLGENTI

Ricordate sempre che i vostri ospiti sono in vacanza, dunque hanno voglia di svagarsi e di bere del buon vino senza essere sommersi da nozioni e tecnicismi: non siamo un corso per sommelier! D’altra parte, una degustazione non è una semplice bevuta e gli ospiti devono ricevere tutte le informazioni necessarie per apprezzare al meglio ciò che stanno bevendo. Solo così capiranno il reale valore del prodotto che hanno davanti e potranno valutarne un eventuale acquisto.

Bando dunque alle descrizioni dettagliate del processo produttivo e via libera a una breve introduzione su ogni vino, possibilmente corredata da un aneddoto curioso sul produttore o sull’etichetta. Questo non solo renderà la degustazione più piacevole ma aiuterà i presenti a ricordare meglio un determinato prodotto.

ATTENZIONE AI NOMI PROPRI

Perché non dimentichiamoci che nomi per noi semplici e facili da ricordare possono essere difficili per una persona che non parla italiano e che non trova immediata corrispondenza tra le lettere scritte sull’etichetta e il nome pronunciato, un po’ come succede a noi davanti a un nome inglese, che non si legge mai come si scrive. Per uno straniero poco esperto di vini e di geografia italiana può essere facile confondere il nome di una cantina con quello di un vitigno. Ricordatevi dunque di pronunciare sempre tutti i nomi propri (vitigno, cantina, zona di produzione…) in modo chiaro e scandito, mostrando bene l’etichetta. Come già detto, anche raccontare una breve aneddoto riferito a un vino aiuta memorizzarne meglio il nome le caratteristiche.

GEOGRAFIA, QUESTA SCONOSCIUTA

Sempre a proposito di nomi propri, ricordatevi che molte città o regioni italiane sono poco conosciute all’estero. Evitate di specificare il nome di una provincia o di una zona geografica, anche se a voi sembra semplicissima. Cercate piuttosto di usare come riferimento i punti cardinali e le città o regioni più famose. Meglio dire che “il Barbera d’Asti viene prodotto nel Nord Italia, vicino a Torino”, piuttosto che “Asti si trova in Piemonte”. Allo stesso modo, il Morellino di Scansano viene prodotto nel sud della Toscana, inutile specificare la provincia di Grosseto.

SFATIAMO I MITI DIFFUSI ALL’ESTERO

Rimanendo sempre in tema di nomi propri di ciò che evocano, è sempre bene spendere due parole per spiegare agli stranieri il reale significato di alcuni termini spesso usati a sproposito, come Chianti o Prosecco.

Ho conosciuto molti inglesi che davanti ha un’ottima bottiglia di Chianti storcevano il naso dicendo che quel vino non faceva per loro. Questo perché nei supermercati d’Oltremanica è facile trovare bottiglie di vino rosso toscano, a volte vero Chianti e a volte no, vendute a prezzi stratosferici in rapporto alla qualità. Spiegare loro che cosa si intende davvero con Chianti e presentare bottiglie delle cantine migliori, naturalmente in rapporto al costo stimato per la degustazione, permetterà loro di fare chiarezza e riconciliarsi con questo grande vino.

Se non sono esperti di vino, i vostri ospiti resteranno anche positivamente stupiti nello scoprire che il Prosecco non è la versione povera dello champagne, come spesso si sente dire all’estero, ma che esistono ottime bottiglie di Prosecco prodotte da validissime cantine.

Insomma, spendere due parole per sfatare alcuni luoghi comuni sul vino italiano vi farà guadagnare la fiducia dei vostri ospiti e anche la loro riconoscenza. Naturalmente se vi affidate a una persona che conosce bene la cultura oltre che la lingua del paese di provenienza dei turisti sarà molto più facile scoprire quali sono i preconcetti su cui vale la pena di spendere due parole.

In conclusione, organizzare una degustazione di vini per turisti stranieri non è solo un modo per far conoscere i vini italiani o toscani ma anche per avvicinare gli ospiti alla nostra cultura vinicola, fatta di storia e di tradizioni locali che si intrecciano con severe normative volte a tutelare la qualità e la fama dell’Italia nel mondo.

Se saprete trasmettere tutte queste informazioni tra un bicchiere e l’altro mantenendo il tono leggero conviviale che la situazione richiede, avrete sicuramente degli ospiti soddisfatti e più inclini all’acquisto di qualche bottiglia da degustare una volta tornati a casa.

È tutto pronto per la degustazione, tranne il tuo inglese? Ci penso io!

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